Cinque anni dopo

UN PAPATO MESSIANICO

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  • marzo 11, 2018at5:03 PM

    E’ di questi discorsi che abbiamo bisogno per continuare a sperare, a credere e ad amare Dio e il mondo…
    Grazie, Raniero, per queste riflessioni che aprono il cuore e danno luce agli occhi!…
    Dio ti benedica e ti faccia conoscere il suo volto…
    tiziana

  • marzo 12, 2018at6:53 PM

    COMMENTI DA FACEBOOK

    Lucio Pirillo .
    10 marzo alle ore 16:00 •
    Spunti di riflessione e ricerca per aprire il cuore e la mente hic et nunc ( grazie!)

    Paolo Bertagnolli
    Bellissima riflessione.

    Gioacchino Lagreca .
    10 marzo alle ore 15:17 •
    Voglio essere come Dio, andare abbracciare e baciare tutti.

    Angela Ricci
    Bisogna rileggerlo più e più volte per come è denso di concetti…ma la tesi è affascinante.

    Gerardo Iuliano
    10 marzo alle ore 16:03 •
    Straordinaria lucidita’; da leggere, e rileggere

    Francesco D’Angelo
    10 marzo alle ore 16:36 •
    2013 – 13 Marzo – 2018 : Cinque Anni di Papa Francesco… “La Divina Commedia” é finita!!!

    Mimma De Maio
    10 marzo alle ore 23:01 •
    UNA LETTURA STRAORDINARIA DEL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO
    Il vangelo che si disvela, oggi, nuovo, un Gesù che ritorna.

    Mimma De Maio

    Mi va di riflettere ancora sulla riflessione di La Valle, perché col tempo si illumina il già detto, si aprono nuove finestre sulla comprensione. La Valle parla di un papa “venuto per riaprire a una modernità” che diceva “no” ad un’immagine di Dio da tempo rigettata, quella della tradizione,.la questione di Dio. Ed ecco Francesco che “annuncia Dio”, ma quello del vangelo, che nessuno conosceva perché sopraffatto dal Dio antico, che aveva invaso chiese e menti dell’uomo e le costringeva. Quello di Francesco infatti è un “Dio inedito” che ha sorpreso quelli della tradizione che infatti l’hanno rifiutato. La Valle ci invita a svelare il mistero di Francesco, il mistero che risiede in ogni profezia e che qui si svela come “messianico”, “un papa messianico”, che poi è come dovrebbe essere ogni papato. E Raniero va oltre e spiega di quale messianismo si tratta, non apocalittico e neanche utopico, forse escatologico, di attesa, neppure, perché “il significato messianico del pontificato di Francesco non sta nella logica del differimento”, questo pontificato conosce “l’oggi di Dio”, quello “dell’ascolto della sua voce” che irrompe nel presente, “è il tempo che viene”, un oggi non chiuso e ripetitivo, ma dove “il nuovo accade e la storia avanza”, non nel senso di crescita continua, invece nel senso della discontinuità, “una discontinuità che accade nel presente. Un cambiamento “pacifico, certo”, da diventare un “cambiamento d’epoca”. E La Valle indica tre elementi di questa novità.

    Il primo è che si chiude “un intero ciclo della storia dell’Occidente” poggiato sulla “diseguaglianza tra gli uomini”, diventata cultura diffusa, parametro di misura, come quando per sottomettere gli Indios si dimostrò che “non erano veramente uomini, e che perciò gli Spagnoli avevano il diritto di assoggettarli”, un pensiero ed un metro di valutazione che ha percorso tutta la modernità, sostenuto anche da alte culture (le culture castali dell’Oriente, le teologie della predestinazione, dell’ “extra Ecclesiam nulla salus”) e che hanno portato avanti i privilegi e il diritto a non esistere. Con la sua “discontinuità messianica” papa Francesco invece dice che oggi nessuno deve essere scartato ed escluso, che c’è una sola ed unica umanità e che Dio stesso se ne fa garante e respinge il proselitismo che nasce dal sentirsi diversi.

    Il secondo elemento è uscire dalla ideologia del contrappasso inteso “come giustizia”, la legge del taglione, la giustizia che su un piatto mette il delitto, sull’altro la vendetta, che diventa pubblica, per cui “volere giustizia” significa “volere vendetta” quindi “condanna”, quindi “risarcimento”, riparazione, allora si può perdonare. Si può dire afferma La Valle che “l’Occidente non ha bisogno del catechismo, basta la Divina Commedia. L’immaginario è quello, inferno purgatorio e paradiso, contrappasso e stridor di denti”. Ed ecco che Francesco annuncia la misericordia, che non conosce “l’alchimia della retribuzione, il “do ut des”, Francesco annuncia che “Dio è il padre che non solo ti aspetta, ma accorcia il tempo dell’attesa, cancella il differimento, arriva per primo”. Perdonare “settanta volte sette”, questo è vangelo. Dice Francesco: “Io ti dico che Dio vuole portarci tutti in paradiso, nessuno escluso. Dio non se ne sta seduto, lui va, come ci fa vedere il vangelo, è sempre in cammino per trovare quella pecorella, e anche se siamo sporchi di peccati, se siamo abbandonati da tutto e dalla vita, lui ci abbraccia e ci bacia. Sono sicuro che questo è ciò che il Signore ha fatto con il vostro amico”.

    “La terza discontinuità messianica sta nell’annuncio che Gesù veramente ritorna, e ritorna oggi”, ma ritorna superando la Tradizione, il già fatto, il tutto saputo, perché così è inutile che torni Gesù, invece deve tornare Gesù, continuare a parlare, non solo “spiegando meglio e facendoci capire meglio le cose già dette, ma proprio dicendo cose nuove, inedite, che erano sconosciute anche a lui ma esistenti nei libri, di cui parla Giovanni e che si dovrebbero ancora scrivere”, ritorna nelle cose che oggi si possono capire, che devono ancora venire alla luce, perché la rivelazione non è chiusa e la “notizia migliore è quella che oggi ancora non fa notizia, non si può dare, non ci può essere perché è una notizia che ancora non c’è”. Ecco che allora Gesù può tornare “per essere accolto e fatto parlare e ascoltato”, attraverso le voci della sterminata moltitudine di uomini, di donne, di poveri che lui ama e che sono, dopo di lui, i secondogeniti di Dio sulla terra, di noi che siamo i secondogeniti del Padre”. Grazie, Raniero La Valle.

    Mimma De Maio Lo facciamo tornare noi quel Gesù insieme al suo Vangelo che ora stiamo conoscendo nella novità e profondità del nostro tempo. Ed è un papa a darcelo nuovo e rinnovato col suo pontificato messianico, ma di un messianesimo speciale, diverso, moderno, di oggi, del nostro presente. Un papa che ci insegna cose nuove sul Vangelo dopo che per duemila anni altri papi e l’intera Chiesa non hanno fatto altro che distorcere quelle pagine, travisarle. In questo senso realmente c’è una rivoluzione in atto, un modo diverso di “fare” vangelo e di viverlo e di pensare la vita. Senza interessi di parte, manie di poteri, accecamento del denaro.

    Walter Bazzanella Oggi, Gesù ci parla ancora e ci dice cose nuove. Eterna gratitudine ai nostri cari fratelli esegeti che si sono dedicati a quest’opera di purificazione ed attualizzazione della Parola. Una Lode al Padre per averci donato l’opportunità di attraversare questo pontificato messianico e la liberazione da una distorta teologia.

    Mimma De Maio Sì, è straordinario come la nuova esegesi fa emergere dal vangelo nuovi significati, diversi da quelli morti e stantii che si danno dagli altari perché seguono una lettura superficiale e interessata, non vera. Quando si fa scorrere lo spirito nelle nostre cose questo dimostra la vitalità e la profondità della vita e del suo senso.

    Lucia Rutigliano
    Grazie

    Carla Biagetti
    Grazie

    Massimiliano Ronchi
    Condivido pienamente

    Patrizia Colosio
    Una lettura molto interessante di Raniero la Valle; sarà un caso che ogni giorno Libero quotidiano pubblica un articolo contro di lui?

    Stefano Cavallotto
    Grazie di cuore!!

    Iosif Husaru
    Il testo non è male. Ma la sintesi non è il vostro forte. Oggigiorno la gente ha sempre più fretta e chi ci legge più?

    Giuseppe Angelone
    Non posso trattenere le lacrime di commozione e di gioia!
    E leggetelo tutto, con calma che ne vale la pena.

    Bruno Magatti Grazie per aver illuminato ciò che di più profondo e grande caratterizza questo nostro tempo (il cambiamento di quest’epoca )

    Graziella Ardia
    Mi dispiace ma per quel che riguarda Lutero, sappiamo bene che la Riforma è nata non perché lui volesse discostarsi dal sacerdozio cattolico, ma perché non accettava le rinunce, i sacrifici e la salvezza per le opere poiché “Siamo salvati per immeritata benignità”. La vita del cattolico è fatta di colpe e pentimenti inculcategli dai catechismi, il Vangelo e l’evangelico dicono che la vita in Dio è gioiosa infatti Davide entrò danzando nudo nel suo Regno. Inoltre le Tesi furono affisse perché l’accesso al Paradiso i cattolici lo facevano pagare in moneta contante.
    Se dopo 500 anni, come questo articolo dichiara, il Papa l’ha capito tanto meglio… agli evangelici è noto dall’inizio.
    Vorrei aggiungere che se il Vaticano che il Papa rappresenta, desse l’esempio di accoglienza di cui lui parla – e carità – e aiuti ai poveri della terra visto che è uno degli Stati più ricchi del mondo, non crede che sarebbe un esempio migliore di tante parole messianiche?

    Graziella Ardia
    La cultura del “contrappasso” il cristiano non l’ha mai avuta e quindi non ci vedo nessuna novità messianica.
    Nel Vangelo secondo San Luca piuttosto c’è scritto: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?». Conoscendo la loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi è l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio»

    Diego Cecco
    Lucido, propositivo, appassionato: questo è vero discernimento!

    Edda Bisson Buzzetti •
    Una apertura su tutto. Grazie infinite me lo leggerò e rileggersi più volte

    Stefano Cavallotto •
    Grazie.

    Franca Centra
    Un particolare grazie per le riflessioni che condivido pienamente, fino al … “Sento le vostre voci”.

    Fausto Grismondi
    Grazie, grazie di cuore.

    Alessandro Zambonelli •
    Grazie..

    Carmine Monaco •
    Grazie

    Gabriele Coppola
    Grazie.

    Maria Antonietta Bel
    GRAZIE è stato bello cominciare questa domenica con queste e riflessioni su Papa Francesco.

    Luana Neri
    Grazie mille

    Lorena Boggian
    Grazie. Parole che aprono il cuore alla speranza.

    Rosetta Cassarino Vedo dai commenti che è sentimento comune la riconoscenza per riflessioni che arricchiscono la nostra anima, così aggiungo il mio grazie.

    Rosario Grillo
    Non finirò di ringraziare mai delle parole di luce che, comunicano il carisma che il Vangelo contiene e liberano il messaggio del Papa dalla ordinarietà rivelandone il deciso senso di rinnovamento spirituale.
    Nel mio piccolo ho sempre ritenuto il tema tempo la questione centrale . Nella Bibbia, nel pensiero ebraico e in una fetta del pensiero Cristiano , esso è insegnato

    Giovanni Ladiana
    GRAZIE.

  • marzo 13, 2018at4:39 PM

    Grazie sempre illuminante
    Sr patrizia pasini

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