Per prima ancora la Cina

ANCHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONTRO IL VIRUS

15 Aprile 2020 / Editore / Dicono la loro / 0 Comment

Per prima ancora la Cina

ANCHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONTRO IL VIRUS

Per combattere la pandemia non solo si è realizzata una collaborazione inedita tra scienziati di tutto il mondo, ma si sta scoprendo l’apporto che può venire dalle moderne tecnologie. Dalle diagnosi in 20 secondi ai droni che spiano i nostri movimenti o portano le medicine

Daniela Turato

In tempi drammatici come quelli che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19, il mondo della ricerca accelera per trovare al più presto soluzioni terapeutiche che possano salvare quante più vite possibili e i sistemi sanitari cercano di mettere in campo tutti i mezzi a loro disposizione utili a risolvere l’emergenza in atto. E così non sono solo al lavoro i migliori cervelli in ambito medico ed epidemiologico. Ma anche l’intelligenza artificiale viene chiamata in causa e messa a servizio dell’umanità.
In Cina, da cui tutto è partito, diverse società che si occupano di tecnologia hanno indirizzato i loro sforzi e i loro investimenti a cercare strumenti utili alla medicina. Un settore su cui si è lavorato e si sta tuttora lavorando riguarda la messa a punto di sistemi in grado di rilevare la positività al contagio anche in pazienti asintomatici che si recano in ospedale per eseguire esami di routine o specialistici come TAC, ecografie o esami del sangue.
Sempre in Cina, Alibaba, la multinazionale attiva nel campo del mercato elettronico, ha messo a punto un sistema diagnostico basato sull’intelligenza artificiale applicata all’imaging per distinguere i casi di coronavirus da quelli di una comune polmonite con un tasso di attendibilità del 98,5 % e in soli 20 secondi. L’intelligenza artificiale, addestrata con dati campione provenienti da oltre 5 mila casi confermati di infezione da Covid-19, è in grado di confrontare le TAC polmonari di diversi pazienti riuscendo a individuare i malati di coronavirus, accorciando di molto i tempi di diagnosi e fornendo quest’ultima gratuitamente. L’applicazione è inoltre in grado di calcolare il volume di compromissione polmonare permettendo in tal modo di fare anche una valutazione di prognosi del paziente. Tale tecnologia, già testata da diversi ospedali cinesi, è attualmente in funzione nella struttura di Qiboshan ed è stata acquisita in Italia dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.
La stessa Alibaba e altre aziende cinesi che si occupano di tecnologia, hanno sviluppato delle app utili per dare informazioni relative al SARS-Cov-2 che sono poi state fornite al sistema sanitario nazionale.
Un’altra applicazione dell’intelligenza artificiale riguarda alcune startup che hanno convertito i loro algoritmi, inizialmente ideati per essere utilizzati in ambito di marketing, per monitorare la diffusione del virus, impiegando l’intelligenza artificiale applicata ai social media e alle notizie diffuse via web.
La diffusione del virus viene monitorata in alcuni Paesi asiatici attraverso il riconoscimento facciale e i software di rilevamento della temperatura corporea. In Italia, Cy4Gate, una società specializzata in tecnologie a uso militare e per la sicurezza nazionale, ha messo a disposizione del governo, a titolo gratuito, una app che permette, previa autorizzazione degli utenti risultati positivi al Covid-19, di identificare potenziali nuovi focolai e di monitorare quelli già noti, attraverso il tracciamento dei movimenti dei soggetti a partire da una finestra di due o quattro settimane antecedenti al contagio. È così possibile ricostruire tutti i percorsi dei pazienti nell’ultimo mese permettendo di individuare aree ad alto rischio per la presenza, nello stesso periodo, di più positivi.
Altre aziende stanno supportando con le loro tecnologie basate sull’intelligenza artificiale la ricerca su farmaci efficaci contro il coronavirus. Si deve, ad esempio, a questo tipo di cooperazione fra aziende e ricerca, la scoperta dell’efficacia del trattamento dei farmaci anti-artrite reumatoide con cui si stanno trattando in questo momento molti pazienti infetti da Covid-19 anche in Italia.
Per evitare il più possibile il contagio in ambienti ad altissimo rischio come gli ospedali, in molti Paesi vengono utilizzati i robot per la pulizia, la sterilizzazione o per la consegna di medicine e cibo agli infetti. I droni vengono utilizzati in Cina per recapitare dispositivi e campioni medici in modo sicuro e veloce o per rilevare a distanza la temperatura corporea delle persone. Ci si avvale dei droni anche in Italia per sorvolare i cieli di molte città e località balneari e montane al fine di scovare chi non rispetta le restrizioni governative.
In Europa è stata creata una task force Covid-19 su base volontaria di ricercatori che si occupano di intelligenza artificiale al fine di affiancare le agenzie governative, le istituzioni pubbliche e il sistema sanitario nella gestione della crisi. Le aree in cui l’intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata con successo per fronteggiare questa emergenza sanitaria includono analisi dei dati epidemiologici e della terapia intensiva, di mobilità, molecolari e proteici, della letteratura scientifica, rilevazione delle fake news, robotica, stampa in 3D di pezzi di ricambio per respiratori, valvole di ventilazione ecc., ottimizzazione e gestione delle risorse.
La più grande sfida, ad oggi, di questo XXI secolo potrà, dunque, essere vinta solo attraverso un grande sforzo di solidarietà: fra le persone, fra gli Stati e pure fra intelligenze umane…e artificiali!
Daniela Turato

Sitografia essenziale:

L’intelligenza artificiale contro il Covid-19. Ecco l’app di Cy4Gate

Covid-19: intelligenza artificiale e big data, ecco l’arsenale contro la pandemia


https://www.lastampa.it/tecnologia/news/2020/03/26/news/la-comunita-europea-dell-intelligenza-artificiale-contro-il-coronavirus-al-via-la-prima-task-force-covid-19-1.38640471
https://www.tio.ch/newsblog/avanti/1426410/intelligenza-alibaba-artificiale-secondi-sistema-covid-19-virus-campo

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