Il futuro di PTD

COME CONTINUARE

Suscitare un’area culturale organizzata e inclusiva, capace di comprendere movimenti, collettivi, persone e associazioni intesi alla salvezza della pace, della Terra e della dignità di tutte le creature

Raul Mordenti

Rispondo volentieri alla domanda in ordine al che fare che è stata  rivolta da Michele Santoro ai sostenitori di Pace Terra Dignità. Io credo che sia assolutamente necessario continuare. Ce lo chiedono  oltre 500.000 voti, che non sono affatto pochi, raccolti in poco più  di un mese di campagna elettorale; una campagna che abbiamo condotto  senza soldi, contrastati dalla più totale censura delle TV e dei  giornali, e nonostante alcune candidature (di certo non ripetibili)  che questa volta hanno portato a votare altre liste coloro che sono, e  saranno, i nostri più naturali elettori. Ce lo chiede soprattutto il  patrimonio di impegno, di generosità, di ritorno all’impegno politico,  di unità che la proposta di PTD ha suscitato. Tutto ciò è assai  prezioso e non va assolutamente disperso.

Ma continuare in che forma?

Di certo non nella forma di un nuovo partito, che escluderebbe molti/e  e porterebbe divisione invece che unità. Ma continuare nella forma di  un’area culturale organizzata, unitaria e inclusiva, capace di  comprendere con pari dignità tutti/e, i movimenti, i collettivi, le  associazioni e le personalità (alcune davvero straordinarie) che si  sono aggiunti/e all’originario nucleo propositivo rappresentato da  Santoro, La Valle e Rifondazione Comunista.
Insomma: si organizzi e viva un’area vasta della pace che, con  manifestazioni, seminari, scuole, pubblicazioni sensibilizzi il Paese  sull’incombente e crescente rischio della guerra nucleare, sui temi  del disarmo, delle spese militari, della necessità di porre fine al  massacro di Gaza e dell’Ucraina, e che leghi tutto ciò a quello che  effettivamente gli è legato, cioè ai problemi del salario, della  sanità, della scuola, alla difesa della Costituzione contro l’elezione  diretta del duce e l’autonomia differenziata, contro il nuovo  parafascismo che incombe.
Aggiungerei due temi cruciali che ci spettano – diciamo così – di  diritto, cioè la lotta contro il maggioritario e gli sbarramenti per  una legge elettorale proporzionale, e la rivendicazione di un vero  pluralismo nei media, a cominciare dalla Rai. Su tutto questo si può e si deve lavorare e costruire, con cento e  cento comitati locali di PTD, che provvisoriamente potrebbero essere  coordinati nazionalmente dai candidati e dalle candidate di PTD. Non è il momento di mollare e neppure di chiuderci, è il momento di  andare avanti tutti/e insieme, e di più!

 

Raul Mordenti

(Dipartimento di Studi letterari, Filosofici e Storia dell’arte Università degli studi di Roma ‘Tor Vergata’)

13 giugno 2024

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