Un documento del 1978

MORO NON ERA SOLTANTO “UNA VITA”

4 Maggio 2018 / Editore / Dice la Storia / 1 Comment

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  • 04 Maggio, 2018at6:51 PM

    Raniero e’ come sempre lucido e sincero, ma avendo seguito da vicinissimo
    la tragedia Moro, facendo la spola tra Berlinguer, Zaccagnini e Macchi, cioe’
    le mosse concrete del Papa per salvare l’amico senza tradire nessuno, e con lui salvare
    anche un progetto politico-sociale che apriva strade diverse per tutti, e non solo da noi,
    non riesco ad essere d’accordo. Allora si fece tutto il possibile, ma troppa realtà, e gigantesca, ad ovest soprattutto e nei servizi segreti e in mano alla P2, ma anche ad est,
    dove Berlinguer non era certo guardato con simpatia nel suo accostarsi alla dc di
    Moro e Zaccagnini, era per la morte, fino dall’inizio e senza scampo…Andiamo avanti, ora,
    che non sia troppo tardi. Un abbraccio. Gianni Gennari

    Caro Gianni, non c’è dubbio che Zaccagnini, Paolo Vi e molti come loro erano persone buone che volevano la vita e la salvezza di Moro, e tu ne hai fatto diretta esperienza. Questo nessuno lo discute. Ma il problema è che quella che è riuscita a imporsi su tutti i principali responsabili e sull’opinione pubblica è stata l’ideologia della ragion di Stato veicolata come “fermezza”, e tutti ne sono stati, spesso anche sbadatamente, interpreti. Lo stesso Cossiga, vent’anni dopo, scrisse distinguendo la sua responsabilità personale, che lasciava a Dio da giudicare, e l’oggettiva sua partecipazione alla catena delle cause che inevitabilmente avrebbero portato alla uccisione di Moro. Qui sta il sacrificio, che se non era chiaro alla DC, era chiarissimo a Moro. Ed è verissimo che molti volevano la morte di Moro: ma non solo oltre Atlantico o nelle cancellerie, ma anche in persone che in quei giorni prendevano le decisioni operative; come escludere che i molti piduisti che allora erano insediati ai posti di comando dei Servizi o dei comitati interministeriali non fossero essi stessi consapevoli fautori ed esecutori della sentenza di morte? Questo nulla toglie alla delittuosità delle BR, ma appunto esse erano dentro un gioco più grande. Quindi si può benissimo celebrare il sacrificio di Moro, senza far torto alle persone che avrebbero voluto e magari hanno anche operato. per vie del tutto inadeguate, come la “via umanitaria” (quando invece c’era solo una via politica) per la sua salvezza. Grazie. un abbraccio Raniero La Valle

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