Una lettera sull’Ucraina

UN NUOVO PIANO BARBAROSSA?

Il saliente  ucraino costituisce oramai il vero passo delle Termopili della difesa in profondità dello spazio asiatico della Federazione russa verso Baku ed il Caucaso.

Francesco Zanchini di Castiglionchio

Pubblichiamo una lettera del canonista prof. Francesco Zanchini:

Ho usato anch’io, con Meale, l’espressione Stranamore” per il sig. Stoltenberg.

Temo infatti, che  dietro  l’aplomb del suo aristocratico aspetto perbene, qualcuno stia preparandosi ad attuare un nuovo, e gigantesco  “piano Barbarossa”.

Che potrebbe fare Putin -a questo punto- se non quello che esattamente sta facendo, al solo scopo di ritardare il tentativo di piazzargli la NATO (in spregio prima agli impegni di Reagan, e poi agli accordi di Minsk) esattamente a ridosso del suo fianco meridionale?

Ma è bastato questo inevitabile arroccamento in autotutela,  per vedere la  NATO avanzare da nord di centinaia di chilometri dalla Scandinavia, a ridosso della Federazione russa! Una perfetta mossa di scacchi, se i due fronti micidiali delle forze in campo stessero solo giocando.

Eppure, nessuno sembra rendersi conto (confuso dall’enormità di fanfaronate circolanti su una pretesa “aggressione di Putin”) che il saliente  ucraino costituisce oramai -se e in quanto regga l’alleanza con la Bielorussia- il vero passo delle Termopili della difesa in profondità dello spazio asiatico della Federazione, verso Baku ed il Caucaso.

Urge uscire dalla NATO, per guardare al Mediterraneo ed all’Africa, se ci si vuole salvare davvero dalle conseguenze delle follie previste (a nostre esclusive spese) dagli gnomi di oltreatlantico.

I futili “cervelli”  di Bruxelles, dal canto loro, ce la mettono tutta per farci rimpiangere… Berlusconi! Almeno lui, dietro la bandana un cervello (di filibustiere) ce l’aveva!

Francesco Zanchini

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